La delegazione per l'Unione europea
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Veda anche :
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In virtù della legge costituzionale N° 2008-724 del 23 luglio 2008 la delegazione per l'Unione europea divenne la commissione degli affari europei.
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— L'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea nazionale presso l'Unione europea — Associare la Delegazione ai grandi dibattiti europei — L’Europa sul sito Internet dell'Assemblea nazionale — Come si svolge la procedura di esame dei progetti o delle proposte di atti comunitari — Le risoluzioni dell'Assemblea nazionale sui progetti o sulle proposte di atti delle Comunità europee e dell'Unione europea
— Il progetto di protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali — Il progetto di protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità — La cooperazione parlamentare franco–tedesca evocata attraverso qualche data
— Il
codice di condotta di Copenaghen |
La delegazione per l'Unione europea
La crescente influenza della costruzione europea sul diritto degli Stati membri ha condotto alla creazione nel 1979, in ciascuna delle due camere del Parlamento, di una Delegazione per l’Unione europea. Fino a tale data, nessun organo interno all’Assemblea nazionale o al Senato, aveva avuto lo specifico incarico di seguire le questioni comunitarie essendo di competenza dei deputati dell’Assemblea nazionale, designati per sedere nel Parlamento europeo, presentare ogni anno, innanzi alla Commissione per gli affari esteri, una relazione informativa sulle principali sfide della costruzione europea.
Finché l’Assemblea di Strasburgo fu composta di parlamentari nazionali, essi furono istituzionalmente associati alla costruzione europea. Ma l’elezione, dal 1979, dei deputati europei a suffragio universale diretto ha spezzato questo vincolo e la continua estensione delle competenze dell’Unione ha suscitato nei deputati e senatori l’impressione di essere progressivamente spogliati dei loro poteri. Lo sviluppo delle Comunità europee ha avuto come effetto di trasferire a Bruxelles il potere decisionale in un numero sempre maggiore di campi disciplinati dalla legge ed è sorto il rischio di un’informazione insufficiente dell’istituzione parlamentare. Inoltre, non avendo l’ordinamento giuridico comunitario adottato la distinzione operata dalla Costituzione francese fra il campo legislativo e quello regolamentare, numerosi testi (direttive, regolamenti, decisioni) sono direttamente negoziati dal governo mentre il loro contenuto sarebbe, in base alla legge francese, di competenza del legislatore.
A differenza delle sei commissioni permanenti la cui esistenza è prevista dalla Costituzione, la Delegazione per l’Unione europea dispone solo dello statuto legislativo. Se il suo funzionamento è simile a quello di una commissione, la sua missione è tuttavia diversa. Mentre le commissioni sono incaricate di preparare l’esame ed il voto, in seduta pubblica, della legislazione francese, la Delegazione per l’Unione europea esercita innanzi tutto un controllo politico sulle attività europee del Governo. Interviene a monte del processo decisionale nella fase di negoziato dei testi comunitari.
La legge fissa a trentasei membri la dotazione organica della Delegazione, all’Assemblea nazionale come al Senato. Tale consistenza numerica resta tuttavia sensibilmente inferiore a quella delle sei commissioni permanenti. Così, per esempio, la Commissione Affari culturali, familiari e sociali può annoverare fino a 145 deputati.
L’Ufficio di Presidenza della Delegazione è composto da un Presidente, da quattro vicepresidenti e da due segretari. Il Presidente fissa l’ordine del giorno delle riunioni e convoca la Delegazione. E’ eletto, come il Presidente dell’Assemblea nazionale, per tutta la durata della legislatura. Tale permanenza permette al Presidente di seguire l’iter dei testi comunitari per i quali il calendario dei negoziati e di approvazione non corrisponde al ritmo delle sessioni parlamentari. In applicazione dell’articolo 48 del Regolamento dell’Assemblea nazionale, il Presidente delle Delegazione partecipa alla Conferenza dei presidenti, istanza che offre l’occasione di scambi di vedute sull’ordine del giorno prioritario stabilito dal Governo e prevede, in determinate condizioni, un ordine del giorno complementare ai testi iscritti in priorità dal Governo.
Dalla Delegazione per le Comunita’ europee
alla Delegazione per l’Unione europea :
Un rafforzamento istituzionale progressivo
Se, nei primi anni di esistenza, la Delegazione ha svolto solo un ruolo modesto, l’adozione dell’Atto unico, nel 1986 e il conseguente e sostanziale aumento dell’attività comunitaria nonché l’entrata in vigore del trattato di Maastricht il 1° gennaio 1993, hanno condotto il legislatore a rafforzare a livello istituzionale il posto della Delegazione.
- Con la legge Josselin del 10 maggio 1990 è raddoppiato il numero dei membri della Delegazione, che sono passati da 18 a 36. Detta legge ha, altresì, accordato alla Delegazione nuovi strumenti di informazione autorizzandola a procedere all’audizione dei membri del Governo e dei rappresentanti delle istituzioni comunitarie. La Delegazione si è, inoltre, vista riconoscere il diritto di pubblicare relazioni informative su argomenti di sua scelta.
- La legge Pandraud del 10 giugno 1994 obbliga il Governo a comunicare alla Delegazione “qualunque documento necessario proveniente dalle diverse istituzioni dell’Unione europea”. Questa legge dispone anche il cambiamento della denominazione delle Delegazioni per le Comunità europee dell’Assemblea nazionale e del Senato che diventano le Delegazioni per l’Unione europea, prendendo così atto dell’entrata in vigore del trattato di Maastricht sull’Unione europea.
Elenco
dei presidenti della Delegazione dell'Assemblea nazionale per l'Unione
europea,dalla sua creazione nel 1979
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Data dI nominazione |
Presidente |
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VIa legislatura |
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18 ottobre 1979 (ufficio provvisorio)) |
Michel COINTAT |
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31 ottobre 1979 |
Michel COINTAT |
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25 novembre 1980 |
Marc LAURIOL |
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VIIa legislatura |
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22 luglio 1981 |
Charles JOSSELIN |
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27 novembre 1985 |
Gérard GOUZES |
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VIIIa legislatura |
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7 maggio 1986 |
Michel COINTAT |
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IXa legislatura |
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26 ottobre 1988 |
Charles JOSSELIN |
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21 aprile 1992 |
Michel PEZET |
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Xa legislatura |
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20 aprile 1993 |
Robert PANDRAUD |
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XIa legislatura |
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24 giugno 1997 |
Henri NALLET |
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25 marzo 1999 |
Alain BARRAU |
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XIIa legislatura |
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4 luglio 2002 |
Pierre LEQUILLER |
Le regole che disciplinano la composizione della Delegazione prevedono una rappresentanza proporzionale per i gruppi politici ed una rappresentanza equilibrata per le commissioni permanenti. La Delegazione esplica un’attività trasversale e può essere condotta ad esaminare qualsiasi argomento trattato dall’Unione europea. Inoltre, il fatto che tutti i deputati della Delegazione siano contemporaneamente membri di una delle sei commissioni permanenti, facilita il lavoro trasversale.
Composizione dell’Ufficiodella Delegazione per l’Unione europea (Novembre 2003)
Presidente : Pierre Lequiller (UMP)
Vicepresidenti : Jean-Pierre Abelin (UDF), René André (UMP), Elisabeth Guigou (SOC), Christian Philip (UMP).
Segretari : François Guillaume (UMP), Jean-Claude Lefort (CR)
Composizione della Delegazione per l’Unione europea (Novembre 2003)
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Affari culturali |
Affari economici |
Affari Esteri |
Difesa |
Finanze |
Leggi |
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UMP |
Nicolas DUPONT–AIGNAN Michel HERBILLON Edouard LANDRAIN Irène THARIN |
Arlette FRANCO Robert LECOU Philippe MARTIN Gérard VOISIN |
René ANDRE François GUILLAUME Pierre LELLOUCHE Pierre LEQUILLER Jacques MYARD Christian PHILIP André SCHNEIDER René–Paul VICTORIA |
François CALVET Bernard DEFLESSELLES Jean–Marie SERMIER |
Daniel GARRIGUE Marc LAFFINEUR> |
Alfred ALMONT Thierry MARIANI Didier QUENTIN |
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SOC |
Pierre FORGUES Elisabeth GUIGOU Christian PAUL |
Louis–Joseph MANSCOUR |
Michel DELEBARRE Guy LENGAGNE |
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Bernard DEROSIER Jacques FLOCH Jérôme LAMBERT |
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UDF |
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Jean–Pierre ABELIN |
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Anne–Marie COMPARINI |
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CR |
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Jean–Claude LEFORT |
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UMP : Gruppo « Unione per un
movimento popolare » ;
SOC : Gruppo socialista ;
UDF : Gruppo « Unione per
la democrazia francese » ;
CR : Gruppo deputati comunisti e repubblicani.
La delegazione : sentinellaeuropea dell'Assemblea nazionale
La prima missione della Delegazione è quella di assicurare l’informazione dell’Assemblea nazionale sui lavori dell’Unione europea, tramite soprattutto la pubblicazione di relazioni informative. Dalla revisione costituzionale del 1992, preliminare alla ratifica del Trattato di Maastricht, la suddetta missione d’informazione comprende parimenti una funzione di controllo - a monte - della legislazione comunitaria, in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione.
In sessione, la Delegazione si riunisce generalmente una o due volte alla settimana. Sono iscritti all’ordine del giorno di tali riunioni rapporti, pareri, comunicazioni o audizioni. I resoconti dei lavori, diffusi dopo ogni riunione, sono raggruppati nel Bollettino della Delegazione, pubblicato ogni mese.
La missione generale della Delegazione è quella di seguire i lavori condotti dalle istituzioni dell’Unione europea per assicurare l’informazione dei deputati.
E’ compito del Governo assicurare l’informazione della Delegazione comunicandole qualunque documento necessario emanato dalle diverse istituzioni europee. La legge del 10 giugno 1994 ha esteso il suddetto obbligo di comunicazione a tutti i progetti d’atti dell’« Unione europea », ossia non solo ai progetti di atti comunitari ma anche a quelli inerenti alla politica estera, alla sicurezza comune e alla cooperazione nel campo della giustizia e dell’interno.
Ogni anno, sono quindi inviati alla Delegazione circa 3 000 documenti europei (progetti di regolamenti, di direttive, decisioni, Libri bianchi, Libri verdi, comunicazioni, programmi di lavoro …). Ogni mese, la Delegazione pubblica una « nbsp;Selezione di documenti dell’Unione europea » volta a permettere ai deputati ed alle commissioni di prendere conoscenza rapidamente dell’essenziale dell’attività legislativa dell’Unione. Delle brevi analisi attirano l’attenzione sui testi di particolare rilievo.
Numero di documenti ricevuti
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11a legislatura |
Sessione 2002/2003 (2)/td> |
Totale |
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Anni |
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
2002 (1) |
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Numero di testi europeri ricevuti dalla Delegazione |
2008 |
2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
2012 |
0 |
19 046 |
(1)
dal 01/01/2002 al 18/06/2002
(2) dal 25/06/2002 al 30/06/2003
Nell’ambito della suddetta missione di informazione, la Delegazione procede regolarmente ad audizioni di ministri e di personalità francesi ed europee. E’ sistematica l’audizione del ministro degli affari esteri o del ministro delegato per gli affari europei dopo ogni Consiglio europeo.
Nella sessione ordinaria 2002-2003, la Delegazione ha anche proceduto all’audizione di una trentina di personalità, fra cui numerosi membri del Governo. Tra queste audizioni, diverse erano aperte al pubblico ed alla stampa.
Numero di audizioni
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1997/98 |
1998/99 |
1999/2000 |
2000/01 |
2001/02 |
2002/03 (1) |
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Audizioni di ministri |
11 |
7 |
7 |
9 |
5 |
14 |
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Audizioni di personalità |
16 |
8 |
5 |
4 |
12 |
18 |
|
Totale |
27 |
15 |
12 |
13 |
17 |
32 |
(1) dal 25/06/2002 al 30/06/2003
L’informazione dei deputati è anche effettuata attraverso la pubblicazione di numerose relazioni informative, diffuse sia all’interno che all’esterno dell’Assemblea (Governo, istituzioni comunitarie, rappresentanti francesi al Parlamento europeo, organismi socio-professionali, stampa…). La Delegazione usufruisce del diritto di esaminare gli argomenti di sua scelta e può pubblicare tutte le relazioni che desidera per informare la rappresentanza nazionale circa i grandi dibattiti in corso sulla futura architettura delle istituzioni dell’Unione e sulle politiche specifiche condotte : istituzione di un procuratore europeo, politica di asilo e di immigrazione, Europol, sicurezza marittima, politica agricola comune, trasporti, politica commerciale. Ognuna di queste relazioni può condurre ad approvare una proposta di risoluzione o delle conclusioni che esprimono la posizione della Delegazione su tali dossiers.
Numero di rapporti presentati
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11a legislatura |
Sessione 2002/2003 (2) |
Totale |
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1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
2002 (1) |
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18 |
30 |
30 |
30 |
27 |
10 |
37 |
182 |
(1) dal 01/01/2002 al 18/06/2002
(1) dal 25/06/2002 al 30/06/2003
Nella sessione 2002-2003, la Delegazione ha così emesso un parere a favore dell’allargamento dell’Europa a dieci nuovi Stati. Un relatore generale per il processo di ampliamento dell’Europa e dei relatori speciali, paese per paese, per seguire specificamente il processo di adesione di ciascun paese candidato, sono stati designati.
Elenco delle relazioni informative della Delegazione per l'Unione europea presentate fra il 1° luglio 2002 e il 15 novembre 2003
Queste relazioni sono disponibili nella rubrica « Unione europea » del sito Internet dell'Assemblea nazionale : www.assemblee–nationale.fr/europe/
Anno 2002
N° 26 Relazione informativa sul progetto preliminare di bilancio generale delle Comunità europee per il 2003 (Relatore : René ANDRE)
N° 183 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatore : Pierre LEQUILLER)
N° 331 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatore : Pierre LEQUILLER)
N° 344 Relazione informativa sulla riforma della politica comune della pesca (Relatore : Didier QUENTIN)
N° 388 Relazione informativa sul secondo pacchetto ferroviario (Relatore : Christian PHILIP)
N° 391 Relazione informativa sul recepimento della direttiva relativa alle regole comuni per il mercato interno del gas naturale (Relatore : Christian PHILIP)
N° 392 Relazione informativa sul cielo unico europeo (Relatore : Thierry MARIANI)
N° 445 Relazione informativa sull’istituzione di un procuratore europeo (Relatori : René ANDRE e Jacques FLOCH)
N° 469 Relazione informativa sul mandato di cattura europeo (Relatore : Pierre LEQUILLER)
N° 512 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatori : Pierre LEQUILLER e Christian PHILIP)
Anno 2003
N° 592 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatore : Pierre LEQUILLER)
N° 597 Relazione informativa sulla riforma del modo di scrutinio per l’elezione dei rappresentanti della Francia al Parlamento europeo (Relatore : Pierre LEQUILLER)
N° 598 Relazione informativa sui b>negoziati agricoli in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (Relatore : François GUILLAUME)
N° 639 Relazione informativa sulla fiscalità del mercato dell’arte in Europa (Relatore : Pierre LELLOUCHE)
N° 644 Relazione informativa sulla sicurezza marittima in Europa (Relatori : Guy LENGAGNE e Didier QUENTIN)
N° 711 Relazione informativa sul secondo pacchetto ferroviario (relazione complementare) (Relatore : Christian PHILIP)
N° 713 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatori: Pierre LEQUILLER, Marc LAFFINEUR, Didier QUENTIN)
N° 716 Relazione informativa sullab> cooperazione giudiziaria fra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America (Relatore : Didier QUENTIN)
N° 773 Relazione informativa sull’allargamento dell'Unione europea a dieci paesi candidati (Relatore : René ANDRE)
N° 774 Relazione informativa sull’adesione dell’Ungheria all'Unione europea (Relatore : Michel DELEBARRE)
N° 775 Relazione informativa sull’adesione della Lettonia all’Unione europea (Relatore : Alfred ALMONT)
N° 776 Relazione informativa sull’adesione della Lituania all’Unione europea (Relatore : René ANDRE)
N° 777 Relazione informativa sull’adesione di Malta all’Unione europea (Relatore : Jacques FLOCH)
N° 778 Relazione informativa sull’adesione della Polonia all’Unione europea (Relatore : François GUILLAUME)
N° 779 Relazione informativa b>sull’adesione della Repubblica ceca all’Unione europea (Relatore : Nicolas DUPONT–AIGNAN)
N° 780 Relazione informativa sull’adesione della Slovacchia all’Unione europea (Relatore : Jean–Pierre ABELIN)
N° 781 Relazione informativa sull’adesione della Repubblica di Cipro all’Unione europea (Relatore : Christian PHILIP)
N° 782 Relazione informativa sull’adesione dell’Estonia all’Unione europea (Relatore : André SCHNEIDER)
N° 783 Relazione informativa sull’adesione della Slovenia all’Unione europea (Relatore : Thierry MARIANI)
N° 816 Relazione informativa sullo statuto e finanziamento dei partiti politici europei (Relatore : Pierre LEQUILLER)
N° 817 Relazione informativa sulla politica europea di asilo (Relatore : Thierry MARIANI)
N° 819 Relazione informativa sull’avvenire di Europol (Relatore : Jacques FLOCH)
N° 833 Relazione informativa sulle condizioni di applicazione della direttiva « uccelli » del 2 aprile 1979 in Europa (Relatore : Daniel GARRIGUE)
N° 866 Relazione informativa su b>testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatori : Pierre LEQUILLER e diversi suoi colleghi)
N° 889 Relazione informativa sulla b>revisione intermedia della politica agricola comune (PAC) (Relatore : Jean-Marie SERMIER)
N° 902 Relazione informativa sulla diversità linguistica nell'Unione europea (Relatore : Michel HERBILLON)
N° 903 Relazione informativa sulle promozioni delle vendite nel mercato interno (Relatore : Gérard VOISIN)
N° 994 Relazione informativa sulla Convenzione sull’avvenire dell'Europa (Relatore : Pierre LEQUILLER)
N° 1007 Relazione informativa sul progetto preliminare di bilancio generale delle Comunità europee per il 2004 (Relatore : René ANDRE)
N° 1009 Relazione informativa sullo stato di recepimento delle direttive europee (Relatore : Christian PHILIP)
N° 1010 Relazione informativa sul Libro verde della Commissione europea sui servizi di interesse generale (Relatore : Christian PHILIP)
N° 1011 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatori : Pierre LEQUILLER e diversi suoi colleghi)
N° 1095 Relazione informativa sulla b>politica europea di ricerca e di sviluppo (Relatore : Daniel GARRIGUE)
N° 1096 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatori : Pierre LEQUILLER e diversi suoi colleghi)
N° 1145 Relazione informativa sull’adesione della Repubblica di Cipro all’Unione europea (relazione complementare) (Relatore : Christian PHILIP)
N° 1158 Relazione informativa sulla riforma del regime delle concentrazioni di imprese (Relatore : Marc LAFFINEUR)
N° 1160 Relazione informativa sulla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE relativa alle aliquote ridotte d’imposta sul valore aggiunto (Relatore : Daniel GARRIGUE)
N° 1162 Relazione informativa su testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione (Relatori : Pierre LEQUILLER e diversi suoi colleghi)
N° 1210 Relazione informativa sui negoziati in seno all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) (Relatore : Marc LAFFINEUR)
— L’Ufficio di Presidenza dell'Assemblea nazionale presso l'Unione europea
L’Assemblea nazionale, su iniziativa del suo Presidente, dispone dal marzo 2003 di un Ufficio di Presidenza permanente presso l’Unione europea che ha come principale obiettivo di offrire ai parlamentari una maggiore informazione sull’attività delle istituzioni comunitarie.
L’Ufficio di Presidenza – affidato ad un funzionario del servizio degli affari europei e situato nei locali del Parlamento europeo e della Rappresentanza permanente della Francia a Bruxelles - è a disposizione non solo dell’insieme dei deputati e dei membri della Delegazione ma anche di quelli delle commissioni permanenti.
La raccolta di documenti di lavoro emanati dalle istituzioni dell’Unione e lo sviluppo di una rete di relazioni composta dai principali attori che intervengono nel processo decisionale europeo devono assieme contribuire a migliorare la qualità del controllo parlamentare sugli affari europei.
L’istituzione di detto Ufficio di Presidenza è anche essa volta a favorire lo sviluppo dei rapporti interparlamentari.
— Associare la Delegazione ai grandi dibattiti europei
La Delegazione ha partecipato attivamente al dibattito sull’avvenire dell’Europa. E’ stata all’origine delle « Assise sull’avvenire dell’Europa » che hanno riunito il 7 e l’8 novembre 2001, all’Assemblea nazionale, circa 1 000 cittadini. Nel gennaio 2003, essa ha accolto circa 600 studenti europei desiderosi di dibattere, con numerosi deputati della Delegazione e responsabili politici europei, sulle poste in gioco della futura Costituzione europea. Inoltre, la Delegazione partecipa regolarmente all’organizzazione di colloqui e di conferenze.
La Delegazione ha seguito attentamente i lavori della Convenzione sull’avvenire dell’Europa, con l’incarico di elaborare un progetto di Costituzione europea. Il Presidente dell’Assemblea nazionale aveva infatti designato due suoi membri per rappresentarvi l’Assemblea nazionale : Pierre Lequiller quale rappresentante titolare e Jacques Floch quale supplente. La Delegazione è stata così regolarmente e strettamente associata alle discussioni della Convenzione in numerose comunicazioni, audizioni e riunioni comuni con delegazioni parlamentari di diversi paesi membri o aderenti dell’Unione. L’insieme dei lavori dei rappresentanti dell’Assemblea nazionale sono menzionati nella relazione informativa di Pierre Lequiller pubblicata nel luglio 2003 : La Constitution européenne : le pari gagné de la Convention sur l’avenir de l’Europe (rap. n°994) (La costituzione europea : la scommessa vinta della Convenzione sull’avvenire dell’Europa).
— L’Europa sul sito Internet dell'Assemblea nazionale
www.assemblee-nationale.fr/europe/
La rubrica « Unione europea » del sito Internet dell’Assemblea nazionale costituisce un importante mezzo di diffusione delle attività della Delegazione. Oltre ad una rubrica di attualità europea, si possono ottenere in linea numerose informazioni sempre aggiornate :
- composizione della Delegazione per l’Unione europea ;
- ordine del giorno e programma previsionale delle riunioni ;
- resoconti delle riunioni ;
- selezione di documenti dell’Unione europea ;
- dossiers documentari tematici sulla Convenzione europea e sulla Conferenza intergovernativa ;
- colpo di proiettore sul paese che detiene la presidenza dell’Unione ;
- selezione dei collegamenti utili verso siti dedicati alle questioni europee.
L’articolo 88-4, introdotto nella Costituzione nel 1992, in occasione della revisione costituzionale preliminare alla ratifica del Trattato di Maastricht, modificato ulteriormente nel 1999 nell’ambito del processo di ratifica del Trattato di Amsterdam, ha dotato il Parlamento francese di mezzi di controllo specifici sulle questioni europee.
Tale disposizione della Costituzione impone al Governo di sottoporre all’Assemblea nazionale ed al Senato, non appena trasmessi al Consiglio dell’Unione, i progetti o le proposte d’atti delle Comunità europee e dell’Unione europea che comportino disposizioni legislative. Spetta al Consiglio di Stato pronunciarsi sulla natura legislativa o meno di un progetto o di una proposta d’atto comunitario. Tuttavia, dopo la revisione costituzionale del 25 gennaio 1999, il Governo ha altresì la facoltà di sottoporre alle assemblee dei testi europei che, benché non siano di natura legislativa, potrebbero dar luogo ad una presa di posizione parlamentare. Si tratta della « clausola facoltativa” che si aggiunge alla « clausola obbligatoria » per dei progetti e proposte di atti europei di natura legislativa.
Articolo 88-4 della Costituzione
« Il Governo sottopone l’Assemblea nazionale e al Senato, sin dalla loro trasmissione al Consiglio dell’Unione, i progetti o le proposte di atti delle Comunità europee e dell’Unione europea che comprendano disposizioni di natura legislativa. Esso può parimenti sottoporre loro gli altri progetti o proposte di atti nonché qualunque documento proveniente da una istituzione dell’Unione europea.
Secondo modalità fissate dal regolamento di ciascuna assemblea, possono essere votate risoluzioni, se del caso al di fuori delle sessioni, sui progetti, proposte o documenti menzionati nel precedente comma ».
I testi europei di natura legislativa sono stampati su carta azzurra e distribuiti in una serie particolare di documenti parlamentari su cui è apposta la menzione « E » (come Europa) seguita da un numero corrispondente all’ordine di arrivo delle proposte.
Il Regolamento dell’Assemblea nazionale (art . 151-1 a 151-4) attribuisce alla Delegazione il compito di procedere all’istruzione sistematica dei testi sottoposti dal Governo all’Assemblea, in applicazione dell’articolo 88-4 della Costituzione. La Delegazione riceve così ogni anno circa 250 testi europei su cui è invitata a prendere posizione.
Può allora decidere :
– di approvare la proposta o il progetto di atto comunitario adottando, se del caso, conclusioni o proposte di risoluzione per illustrare la sua posizione ;
– di soprassedere a deliberare qualora ritenga di non avere sufficienti informazioni per valutare la portata del testo, e di designare eventualmente un relatore per approfondire l’esame del documento ;
– di opporsi all’approvazione della proposta o del progetto di atto comunitario. Può allora decidere di motivare la sua opposizione approvando conclusioni o proposte di risoluzione che saranno automaticamente trasmesse per esame ad una delle sei commissioni permanenti dell’Assemblea nazionale, competente per il merito.
Documenti “E” trasmessi dal Governo in applicazionedell'articolo 88-4 della Costituzione
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11a legislatura |
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Anni |
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
2002 (1) |
Sessione 2002/2003 (2) |
Totale |
|
Numero di testi sottoposti in applicazione dell'articolo 88-4della Costituzione |
168> |
206 |
195> |
274 |
287 |
136 |
296 |
1562 |
(1) dal 01/01/2002 al 18/06/2002002
(2) dal 25/06/2002 al 30/06/2003
— Come si svolge la procedura di esame dei progetti o delle proposizioni di atti comunitari ?
La riserva di esame parlamentare
La nozione di riserva di esame parlamentare è stata introdotta con circolare del Primo ministro del 19 luglio 1994 relativa alla presa in considerazione della posizione del Parlamento francese nell’elaborazione degli atti comunitari. Ciò vuol dire che l’Assemblea nazionale e il Senato hanno il diritto di pronunciarsi in favore o a sfavore di una proposta d’atto prima che essa sia approvata dal Consiglio dei ministri dell’Unione europea. La circolare del Primo ministro del 13 dicembre 1999 prevede così che il Governo debba osservare un periodo di almeno un mese dalla data di trasmissione, al Parlamento, di un progetto o di una proposta di atto comunitario. Tale termine di tempo è compreso nel periodo di sei settimane previsto dal protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali, allegato al Trattato di Amsterdam, entro il quale il Consiglio dell’Unione, investito di una proposta legislativa della Commissione, non può adottare una posizione comune né prendere una decisione.
Esiste tuttavia una procedura di esame di urgenza che permette al Governo di chiedere al Presidente della Delegazione di pronunciarsi direttamente su un progetto di atto europeo, senza riunire la Delegazione, qualora il calendario comunitario imponga l’approvazione urgente di un testo. Tale procedura deve tuttavia restare eccezionale.
Numero di procedure di urgenza
|
11 |
Sessione |
Totale |
|||||
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1997/td> |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
2002 (1) |
||
|
18 |
16> |
48> |
27> |
33> |
28> |
28 |
198 |
(1) dal 01/01/2002 al 18/06/2002
(2) dal 25/06/2002 al 30/06/2003
Punto A o Punto B dell’ordine del giorno
I testi di minore rilievo o che non presentino particolari difficoltà sono iscritti al punto A dell’ordine del giorno della Delegazione. Ciò vuol dire che sono approvati senza essere discussi. Per ciascuno di essi, una scheda informativa è inviata ai membri della Delegazione circa una settimana prima della data della riunione in cui si considera che tali testi saranno approvati a meno che un membro della Delegazione non vi si opponga. In tal caso, la Delegazione prende posizione solo dopo un dibattito fra i suoi membri.
Gli altri testi, iscritti al punto B dell’ordine del giorno, sono oggetto di una presentazione orale del Presidente della Delegazione o di un relatore appositamente designato che espone il contenuto e le ragioni del progetto d’atto europeo, le reazioni suscitate, la conformità al principio di sussidiarietà, la base giuridica considerata, la data probabile d’esame… Le schede per l’istruzione dell’insieme dei documenti “E” (esaminati sub A e sub B) sono regolarmente pubblicate nel quadro delle relazioni informative della Delegazione sui testi sottoposti all’Assemblea nazionale in applicazione dell'articolo 88-4 della Costituzione.
— Le risoluzioni dell’Assemblea nazionale sui progetti o sulle proposte di atti delle Comunità europee e dell'Unione europea
A differenza dell’approvazione di conclusioni che impegnano solo la Delegazione per l’Unione europea, le risoluzioni esprimono la posizione dell’Assemblea nazionale nel suo insieme. Per tale ragione, la Delegazione può solo approvare proposte di risoluzione che sono allora rinviate per esame ad una delle sei commissioni permanenti tenuta a pronunciarsi entro un mese dal deferimento.
La Commissione permanente designa allora il proprio relatore e prende posizione sulla proposta di risoluzione della Delegazione, che può approvare tale quale, modificare o respingere. Entro un termine di otto giorni dalla distribuzione della relazione della commissione, la proposta di risoluzione può essere iscritta all’ordine del giorno dell’Assemblea nazionale a richiesta di un Presidente di gruppo, di un Presidente di commissione, del Presidente della Delegazione o del Governo. Se non vi sono richieste di iscrizione all’ordine del giorno, il testo approvato dalla commissione competente per il merito è ritenuto definitivo e trasmesso al Governo. Le risoluzioni hanno una portata politica. Se non vincolano giuridicamente il Governo, esso deve tuttavia tenerne conto nei negoziati comunitari.
In ogni caso, le risoluzioni approvate dall’Assemblea sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale (“Journal officiel” - edizione “Lois et décrets”).
La Delegazione non ha tuttavia il monopolio dell’iniziativa della presentazione di proposte di risoluzione, che è altresì un diritto individuale riconosciuto ad ogni deputato. Qualora il Governo o il Presidente di un gruppo lo richieda, la commissione permanente competente per il merito deve esaminare la proposta di risoluzione del deputato entro un mese dalla richiesta.
numero di proposte di risoluzione presentate e numero di risoluzioni approvate
|
|
11 |
Sessione 2002/2003 (2) |
Totale |
|||||
|
|
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
2002 (1) |
||
|
Numero di proposte di risoluzione presentate dalla Delegazione per l’Unione europea |
8 |
15 |
14 |
11 |
7 |
0 |
12 |
67 |
|
Numero totale di proposte di risoluzione (comprese quelle presentate dai deputati a titolo individuale) |
10 |
18 |
14 |
11 |
7 |
0 |
15 |
75 |
|
Numero di risoluzioni approvate dall’Assemblea nazionale, di cui : |
8
|
12
|
12
|
11
|
6
|
0
|
8
|
57
|
|
– in commissione |
8 |
10 |
7 |
11 |
5 |
0 |
7 |
48 |
|
– in seduta pubblica |
0 |
2 |
5 |
0 |
1 |
0 |
1 |
9 |
(1) dal 01/01/2002 al 18/06/2002
(2) dal 25/06/2002 al 30/06/2003
Nell’ambito del ruolo della Delegazione di assicurare la gestione degli affari europei in corso, considerando i cattivi risultati della Francia in materia di trasposizione delle direttive, la Delegazione per l’Unione europea ha preso l’iniziativa di pubblicare, ogni anno, una relazione informativa che fa il punto sullo stato reale del recepimento delle direttive nel diritto interno. Detta relazione annuale rileva le direttive il cui termine di recepimento è superato ed analizza le cause del ritardo. Il Parlamento intende così sostenere il piano di azione del Governo, inteso a ridurre notevolmente il numero di direttive non ancora recepite, per soddisfare le esigenze comunitarie.
mancata
trasposizione all’interno dei quindici Stati membri
(maggio
2003)
|
Posto |
Stati membri |
Numero di direttive non recepite |
Percentuale di mancata trasposizione |
|
1° |
Danimarca |
9 |
0,6 |
|
2° |
Svezia |
16> |
1 |
|
3° |
Finlandia |
16> |
1 |
|
4° |
Spagna |
18 |
1,2 |
|
5° |
Regno Unito |
23 |
1,5 |
|
6° |
Belgio |
27> |
1,8 |
|
7° |
Paesi Bassi/td> |
31 |
2 |
|
8°/td> |
Germania |
46 |
3 |
|
9° |
Lussemburgo |
49> |
3,2 |
|
10° |
Francia |
50 |
3,3 |
|
11° |
Grecia |
51 |
3,3 |
|
12° |
Austria |
52 |
3,4 |
|
13° |
Irlanda |
54> |
3,5 |
|
14° |
Portogallo |
57 |
3,7 |
|
15° |
Italia |
59 |
3,9 |
Fonte : Commissione
europea (In questa tabella si riporta il numero di direttive
non
recepite dagli Stati membri dell’Unione europea)
Una
partecipazione attiva alla cooperazione interparlamentare
La cooperazione interparlamentare costituisce una parte importante delle attività della Delegazione per l’Unione europea. Oltre ai poteri di informazione e di controllo che le sono conferiti dalla Costituzione e dalla legge, la Delegazione è un organo di contatto permanente con i Parlamenti dell’Unione e con quelli dei paesi candidati.
Il ruolo dei parlamenti nazionali nella costruzione europea è stato consacrato dal trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999, che comprende in allegato un protocollo specifico sul ruolo dei parlamenti nazionali. Esso contiene notevoli progressi in termini di trasparenza e di accesso all’informazione e prevede che un periodo minimo di sei settimane intercorra fra la trasmissione al Consiglio dell’Unione di una proposta legislativa e l’iscrizione della stessa all’ordine del giorno del Consiglio ai fini della sua adozione o dell’adozione di una posizione comune.
La Convenzione europea ha altresì formulato proposte ambiziose, intese ad associare maggiormente i parlamentari nazionali alle sfide della costruzione europea. Il progetto di trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa comprende quindi due protocolli : uno sul ruolo dei parlamenti nazionali nell’Unione europea, l’altro sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
— Il progetto di protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali
Il progetto di protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali approvato dalla Convenzione prevede che «tutti i documenti di consultazione redatti dalla Commissione (Libri verdi, Libri bianchi e comunicazioni) siano inviati direttamente dalla Commissione ai parlamenti nazionali degli Stati membri, all’atto della pubblicazione» e aggiunge che « tutte le proposte legislative indirizzate al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri sono inviate simultaneamente ai parlamenti nazionali degli Stati membri». E’ altresì previsto che i parlamenti nazionali ricevano sia il programma legislativo annuale della Commissione che ogni altro strumento di programmazione legislativa o di strategia politica. Inoltre, questo progetto di testo chiarifica i rapporti fra i parlamenti nazionali ed il Consiglio dell’Unione costituito dai rappresentanti dei governi degli Stati membri. Tra l’iscrizione di una proposta all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri e l’adozione di una posizione devono trascorrere almeno dieci giorni.
— Il progetto di protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità
Il principio di sussidiarietà introdotto dal trattato di Maastricht fa riferimento al livello di intervento più pertinente, qualora una competenza sia ripartita fra l'Unione e gli Stati membri. Nel caso di competenze « ripartite » o « concorrenti », un’azione europea si giustifica solo se l’Unione è realmente in grado di agire in modo più efficace dei singoli Stati membri.
Il progetto di protocollo specifico sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato al progetto di trattato costituzionale, getta le basi di un’attenta considerazione del principio di sussidiarietà nella fase di elaborazione e di proposta degli atti legislativi e si propone di permettere ai parlamenti nazionali di esercitare un controllo politico ex-ante della sussidiarietà grazie alla messa in opera di un meccanismo di segnalazione anticipata. Una disposizione del protocollo prevede, così, l'obbligo per la Commissione di motivare le proprie posizioni rispetto ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Attualmente, ogni proposta legislativa dovrebbe essere accompagnata da una scheda contenente elementi circostanziati che permettano di valutare il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
Si ritiene che entro un periodo di sei settimane, il parlamento nazionale di uno Stato membro o una camera di un parlamento nazionale sia in grado di trasmettere ai Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio dei ministri e della Commissione un parere motivato contenente le ragioni per cui considera che una proposta non è conforme al principio di sussidiarietà.
Nel caso in cui almeno un terzo dei parlamenti nazionali emettano un parere motivato da cui risulti che la proposta della Commissione non ha rispettato il principio di sussidiarietà, la Commissione sarà tenuta a riesaminare la proposta. Al termine del nuovo esame, la Commissione può decidere di mantenere la proposta quale essa è, di modificarla o di ritirarla.
La segnalazione anticipata è volta a consentire ai parlamenti nazionali di esprimere la loro posizione, individualmente e direttamente, all’inizio della procedura legislativa comunitaria. E’ un controllo politico ex ante, che non mira a fare intervenire i parlamenti nazionali direttamente nella procedura legislativa comunitaria. La Commissione non può essere vincolata giuridicamente dai pareri emessi. Tuttavia è legata, in pratica, da un rapporto di forze di natura politica che avrà naturalmente delle conseguenze sul contenuto delle sue proposte legislative. La storia della costruzione europea è il frutto di negoziati permanenti ; in tal senso, il diritto di segnalazione anticipata si iscrive pienamente nella logica comunitaria.
Una volta definitivamente approvati gli atti comunitari, i parlamenti nazionali hanno sempre la facoltà di adire la Corte di Giustizia dell’Unione europea chiamata a pronunciarsi giuridicamente sul rispetto del principio di sussidiarietà. Tale diritto di ricorso giurisdizionale ex post sarà esercitato dagli Stati membri oppure essi se ne avvarranno a nome del proprio Parlamento nazionale.
L’implicazione dei parlamenti nazionali negli affari comunitari è accompagnata da un rafforzamento della cooperazione fra le istituzioni parlamentari nazionali ed europee. I deputati sono invitati sempre più spesso a Bruxelles per discutere di vari argomenti con i membri delle diverse commissioni permanenti del Parlamento europeo. Così, nel corso del quarto trimestre 2003, la commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo ha organizzato diverse riunioni aperte ai parlamentari nazionali sulla gestione dei lavori della Conferenza intergovernativa. Nello stesso spirito, la Delegazione per l’Unione europea dell’Assemblea nazionale invita regolarmente i deputati francesi del Parlamento europeo a partecipare a riunioni congiunte. E’ stato il caso, nella sessione ordinaria 2002-2003, per le discussioni sull’istituzione di un procuratore europeo e sulla diversità linguistica nell’Unione ampliata.
Parallelamente, si sviluppa una cooperazione parlamentare bilaterale sia con i parlamenti degli Stati membri che con quelli dei paesi candidati. Fra l’ottobre 2002 e il novembre 2003, i membri della Delegazione hanno così ricevuto i loro omologhi delle commissioni per gli Affari europei dei parlamenti tedesco, britannico, spagnolo, polacco e ceco. Si sono anche recati a Stoccarda il 25 febbraio 2003 per partecipare ad una riunione comune con la commissione per gli affari dell’Unione europea del Bundestag, e il 16 giugno 2003 a Varsavia per un’importante riunione di lavoro con le commissioni per gli Affari europei del Triangolo di Weimar.
— La
cooperazione parlamentare franco–tedesca evocataattraverso qualche data
– 24 ottobre 2001 a Parigi : riunione congiunta della Delegazione dell’Assemblea nazionale per l’Unione europea e della Commissione per gli affari dell’Unione europea del Bundestag ;
– 10 dicembre 2001 a Parigi : incontro parlamentare franco-tedesco sull’avvenire dell’Unione europea, presieduta dal Presidente dell’Assemblea Nazionale francese, Raymond Forni, ed il Presidente del Bundestag, Wolfgang Thierse ;
– 22 gennaio 2003 a Parigi e a Versailles : commemorazione del quarantesimo anniversario del Trattato dell’Eliseo. Seduta comune dell’Assemblea nazionale francese e del Bundestag, preceduta da una riunione congiunta degli uffici di presidenza delle due assemblee e presieduta dal Presidente dell’Assemblea nazionale francese, Jean-Louis Debré, e dal Presidente del Bundestag, Wolfgang Thierse ;
– 25 febbraio 2003 a Stoccarda : riunione comune della Delegazione dell’Assemblea nazionale per l’Unione europea e della Commissione per gli affari dell’Unione europea del Bundestag ;
– 16 giugno 2003 a Varsavia : incontro del Triangolo di Weimar (Delegazione dell’Assemblea nazionale per l’Unione europea, Commissione per gli affari dell’Unione europea del Bundestag e Commissione di integrazione europea della Dieta polacca) ;
– 24 settembre 2003 a Parigi : riunione comune della Delegazione dell’Assemblea nazionale per l’Unione europea e della Commissione per gli affari dell’Unione europea del Bundestag.
www.cosac.org
La COSAC è una conferenza interparlamentare istituita nel 1989 su iniziativa di Laurent Fabius, allora Presidente dell’Assemblea nazionale francese. Riunisce ogni semestre, nel paese che detiene la presidenza dell’Unione europea, sei rappresentati delle commissioni o delegazioni per gli affari europei dei Parlamenti dell’Unione e sei rappresentanti del Parlamento europeo.
Le riunioni della COSAC permettono ai parlamentari di interrogare la presidenza in carica dell’Unione e di approvare contributi politici sulle questioni europee. La COSAC, la cui esistenza è stata consacrata dal protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali allegato al Trattato di Amsterdam, può altresì esaminare qualsiasi proposta o iniziativa di atto legislativo concernente l’istituzione di uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia, che potrebbe incidere direttamente sui diritti e sulle libertà dei singoli.
Il contributo della COSAC è trasmesso alle istituzioni europee, ossia al Consiglio dei ministri, al Parlamento europeo ed alla Commissione.
COSAC
organizzate
nel 2002 e nel 2003
|
Luogo e data |
Argomenti abbordati |
|
XXXa COSAC di Roma (6–7 ottobre 2003) |
Bilancio della Convenzione europea e discussione sulle poste in gioco della Conferenza intergovernativa ; politica di prossimità dell’Unione europea |
|
XXIXa COSAC di Atene (4-6 maggio 2003) |
Stato dei lavori della Convenzione/p> Politica europea di asilo e di immigrazione ; gestione delle frontiere esterne dell’Unione |
|
XXVIIIa COSAC straordinaria di Bruxelles (27 gennaio 2003) |
Riforma della COSAC Approvazione del codice di condotta di Copenaghen |
|
XXVIIa COSAC di Copenaghen (16-18 ottobre 2002) |
Stato dei lavori della Convenzione europea – Ruolo dei parlamenti nazionali |
— Il codice di condotta di Copenaghen
Un codice di condotta dei rapporti fra i governi ed i parlamenti nazionali sulle questioni comunitarie è stato approvato il 27 gennaio 2003 in occasione della XXVIIIa COSAC straordinaria di Bruxelles. Questo testo si propone di incrementare la quantità e la qualità dell’informazione fornita ai parlamenti nazionali per accrescere l’influenza che essi esercitano nel loro paese nel campo della gestione degli affari europei. Le principali raccomandazioni riguardano :
– la trasmissione, dai governi, dell’insieme dei documenti legislativi della Comunità e dell’Unione europea nonché dei documenti relativi alle altre iniziative comunitarie ;
– la trasmissione ai parlamenti nazionali di note governative esplicative sui testi legislativi europei in discussione ;
– scambi regolari con i ministri interessati ;
– la trasmissione degli ordini del giorno e dei resoconti delle riunioni del Consiglio.
La natura del controllo esercitato dai parlamenti nazionali sui rispettivi governi non dovrà tuttavia interferire nell’organizzazione e nella pratica costituzionale di ciascun Stato membro. Ecco perché il codice di condotta non possiede un valore giuridico vincolante.
Il progetto di protocollo sul
ruolo dei parlamenti nazionali, allegato al progetto di trattato
costituzionale approvato dalla Convenzione europea, riprende - senza farvi
riferimento - alcune raccomandazioni del suddetto codice di condotta, in
particolare quel che riguarda la trasmissione ai parlamenti nazionali degli
ordini del giorno e dei verbali delle sessioni legislative del Consiglio dei
ministri dell’Unione europea.